ALELAB, un progetto da sostenere

ALELAB – LA SARTORIA DI ALE

Moda, lavoro, creatività e formazione.  Un luogo fisico, un negozio, un laboratorio di idee, pieno di creatività e di voglia di fare.  Tutto questo è “AleLab – La Sartoria di Ale” con sede nel centro storico di Crema, la città Premio Oscar per il film “Chiamami col tuo nome” di Guadagnino. E  nel nome di Ale (Alessandra Brusaferri) è nato il progetto di formazione e inserimento lavorativo di donne, ragazzi e ragazze che si trovano in un momento di difficoltà o richiedenti protezione internazionale.

IMG_20170703_105417_080_resized_20180322_095021366Ideato dall’associazione La Casa di Ale Onlus  ha un grande obiettivo: formare e ridare lavoro e speranza a quelle persone che in un momento della loro vita si sono trovate in difficoltà esistenziale o economica o che hanno deciso intraprendere un viaggio alla ricerca di una vita migliore.

Nato come proseguimento naturale del progetto “Cuciamo una storia a lieto fine” finanziato da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, AleLab e ideato dalla presidente dell’associazione Paola Freddi e da Viviana Bianchessi è riuscito in questi anni a diventare un vero e proprio laboratorio di formazione, produzione di abiti su misura, restyling di vecchi capi, stireria, riparazioni sartoriali.

A coordinare il tutto Simona Barboni, stilista diplomata all’Istituto Burgo di Milano. Alla produzione Blessing, Paola e Ahmed, assunte le prime due come collaboratrici, in stage formativo il terzo.

Insomma un progetto in continua crescita che, come La Casa di Ale per l’accoglienza, mira a diventare un punto di riferimento per la formazione e l’inserimento lavorativo a Crema e nel territorio.

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LA CASA DI ALE ONLUS

IMG_20180317_175318_114_resized_20180322_095022170“La Casa di Ale” è un’associazione fondata da Paola Freddi,  nata in seguito alla scomparsa di sua figlia, Alessandra Brusaferri e del suo bambino Leonardo, a causa di un tragico incidente avvenuto a Capralba (CR) la mattina del 20 dicembre 2010.

Alessandra, figlia, ragazza, donna, mamma, insegnante, aveva un sogno: quello di creare centri di aggregazione per ragazzi, ragazze, donne, mamme e bambini in difficoltà.

L’accoglienza, l’insegnamento, l’amore la spingevano verso di loro e, i suoi valori, la sua intransigenza, la sua intelligenza e la sua grande sensibilità hanno reso possibile la realizzazione di diversi progetti educativi tra i quali il progetto Pro.di.gi (ora Fondazione Pro.di.gi di Alessandra), realizzato negli oratori cremaschi in collaborazione con la Pastorale Giovanile di Crema.

Questo grande sogno di creare una casa di prima accoglienza per donne  in difficoltà familiare ed esistenziale, è diventato realtà grazie all’impegno e all’amore di sua mamma, Paola Freddi, che nel 2013 ha fondato l’associazione, ospitando le prime donne in una villetta in via Carmelitani a Santa Maria della Croce.

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Grazie all’impegno di Paola e dei volontari “La Casa di Ale” è diventata ora una realtà importante nel panorama dell’accoglienza in territorio cremasco.

Nel marzo 2015, dopo tanti sforzi, l’associazione ha acquistato la nuova sede in via Toffetti ai Sabbioni di Crema, dove sono ospitate ora donne e bambini richiedenti protezione internazionale e minori non accompagnati.

Dalla sua fondazione l’associazione ha ospitato circa una cinquantina di donne, italiane e non, alcune delle quali hanno ritrovato la loro strada, e ora, lasciata la struttura continuano a far parte de La Casa di Ale come volontarie a sostegno di altre donne che si trovano ora in difficoltà.

“La Casa di Ale” collabora in modo attivo e permanente anche con la Caritas diocesana e con la parrocchia dei Sabbioni, con la quale ha iniziato un percorso di conoscenza e di reciproco aiuto.

“La Casa di Ale” ha inoltre deciso di supportare anche la nascita di un progetto di sostegno e inserimento educativo di bambini provenienti da famiglie in stato di disagio socio-economico a Dakar, capitale del Senegal. L’associazione “Le Tapis Volant – L’école de Ale” è attiva in Senegal dal 2015.

 

24 commenti su “ALELAB, un progetto da sostenere

  1. Ricominciare da zero grazie al lavoro e alla creatività. Mi sembra un’ottima iniziativa, tutta la femminile.

  2. mi sembra un progetto validissimo, è importante aiutare chi ha necessità dandogli una possibilità di lavoro!

  3. Ma che meraviglia, aiutare donne in difficoltà a rialzarsi e trovare la loro strada! “cuciamo una storia a lieto fine” è bellissimo, progetto super nobile! 🙂

  4. Anche la storia di questa donna è molto affascinante così come le sue creazioni, abiti che rientrano nel mio stile.

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