Io, custode delle emozioni. Davide

Io, custode delle emozioni. Davide

Valtellina. Talamona.

Un giovane fotografo di talento, che si definisce il “custode delle emozioni” si racconta…

Ascoltiamo, insieme, la sua storia…

Quando hai iniziato a fotografare? Bella domanda. Se devo essere sincero ho sempre avuto la grande passione per la fotografia. Credo che pormi questo quesito sia sostanzialmente come chiedere a Francesco Moser di indicare il momento in cui ha iniziato ad andare in bicicletta. Si perde nella notte dei tempi. Diciamo che ho passato tanti anni a fotografare, sviluppare diapositive, sviluppare negativi e stampare in camera oscura i miei esperimenti fotografici in bianco e nero.

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Sei un autodidatta oppure hai seguito dei corsi? Mi piace rispondere a questa domanda dicendo che, oltre allo studio, sono “andato a bottega”. Come un buon artigiano che impara e “ruba il mestiere” al maestro, la stessa cosa è capitata a me. Un bravo fotografo della mia zona mi ha – infatti – insegnato a realizzare le foto “pulite” già nella fase dello scatto. Nel momento in cui viene fatta una foto il soggetto, il ritratto, non scappa, ma l’elemento che è davvero in grado di fare la vera differenza è il contesto, il luogo in cui lo “immergiamo”. Reputo che, quindi, sia cruciale guardare e considerare tutti gli aspetti prima di scattare. Risulta così importante evitare “elementi di disturbo”, pensare in modo bidimensionale, isolare… tutti questi aspetti pratici migliorano la fotografia fin dal principio. Poi, naturalmente, la fotografia non prescinde lo studio. Anzi, si studiano le tecniche, gli autori (quelli grandi…), i manuali delle macchine fotografiche… Anche questo approfondimento rende migliore una fotografia: conoscere in modo dettagliato il mezzo con cui si lavora. Da non dimenticare nel processo formativo sono i corsi di fotografia, da seguire con coloro che insegnano veramente la fotografia. Pietro Cenini è un vero per esempio. Un docente universitario. Lui ha raffinato la mia sensibilità. Un bravo Maestro.

Fotografo per amore. Perchè? Ti rispondo con una serie di interrogativi… Cosa sono le cose che ci riescono davvero meglio? Quali sono le cose che, più tempo passa e più ti riescono bene? Quelle che facciamo per amore. La fotografia è un linguaggio e maggiore è la componente di “cuore” che poniamo , oltre che la testa, più riusciamo ad esprimere al meglio il messaggio che vogliamo comunicare. Inoltre, le cose fatte per amore non ti stancano mai…

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Perché ti definisci “il custode dei ricordi”? Perché cerco di portare avanti una campagna controcorrente rispetto alla moda. In un mondo che sforna miliardi, miliardi di immagini digitali al giorno, destinate ad essere dimenticate, le uniche che davvero rimarranno nei ricordi, nella mente e nel cuore della gente, sono quelle che stampiamo. Quella è la fotografia. Una fotografia non esiste finché non è trasportata su carta… Può sembrare assurdo; rifletti solo un attimo su quello che provi guardando le foto su uno schermo di cellulare, tablet o computer e quello che invece provi guardando e TOCCANDO una fotografia. Magari invecchiata e provata dal tempo. Magari ritrovata per caso in una scatola di scarpe in soffitta… Sto portando avanti la “mia crociata” delle scatole di scarpe piene di fotografie. Piene dei nostri ricordi. E per riuscire a riempirle c’è bisogno di qualcuno che faccia, custodisca e ti restituisca tali immagini. Oggi e domani. Quel qualcuno, in quei momenti importanti della vita delle persone, vorrei che fossi io. La famiglia, il matrimonio, la nascita, l’attesa di una nuova creatura…

Cosa significa per te essere fotografo? Saper ascoltare. Lo so, può sembrare strano. Reputo però che ascoltando possiamo esprimerci. La fotografia è una forma di espressione.

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Quali sono le emozioni che provi quando realizzi uno scatto? Dipende dallo scatto. Quelli che “muovono maggiormente le corde dell’anima” sono quelle che scatto solo quando riesco ad annullarmi, a scomparire dalla scena e a “respirare” le emozioni delle persone che ho di fronte. Empatia. Quando entro in empatia con i miei soggetti riesco a trasferire in fotografia i loro stati d’animo. E allora sono felice.

Che tipologia di foto realizzi? Le mie fotografie sono legate all’essere umano in primis…. ritratti di famiglia, il matrimonio, i futuri genitori oltre che il ritratto come forma di “memoria”. Voglio dare qualità ai nostri ricordi: offrire il lusso di farci fare un bel ritratto, stampiamolo e appendiamolo alle pareti di casa nostra. Ci tengo a questo aspetto materico della fotografia. Oltre alla foto, che entra in punta di piedi nella sfera privata delle persone, realizzo servizi fotografici dedicate alle imprese (foto destinate alla parte web e social di una azienda, come l’immagine della azienda, lo staff, i prodotti) e relative al mondo food.

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Per quale motivo hai scelto di focalizzarti su questi ambiti? Sono quegli ambiti in cui riesco ad esprimere di più le mie qualità non solo tecniche, ma anche umane. Quindi mi sento coinvolto a 360 gradi.

Progetti e sogni per il futuro? Aprire una sala pose mia, ma non solo mia. Un luogo da condividere con altri fotografi. Un punto di incontro che si trasformi in un luogo di condivisione e sviluppo di idee e visioni. Una incubatrice artistica… E un altro sogno è quello di vedere sempre più persone che “scandiscano” il loro tempo, le tappe della loro vita con fotografie di qualità. Perché alla fine i nostri ricordi e l’eredità che trasmetteremo alle generazioni future passano anche attraverso la fotografia…

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42 commenti su “Io, custode delle emozioni. Davide

  1. Bello leggere la passione per un ‘mestiere’ che adoro da sempre. Ho lavorato con tanti fotografi e quando posso leggere un’intervista ai professionisti che han trasformato una passione così speciale e unica in lavoro, mi ci butto a capofitto per scoprire ancora mondi nuovi, mondi dove non basta la tecnologia, ma dove l’occhio collegato al cuore e all’anima trasformano tutto in poesia di colore e bianco e nero.

  2. Concordo assolutamente con il pensiero finale di Davide. In una società che tende a perdere l’essenziale, la fotografia permette di continuare a trasmettere la bellezza della storia del reale nel tempo.
    Maria Domenica

    1. Grazie Cris! mi fa piacere che emozionino anche chi non è coinvolto in prima persona. Se faccio la foto ad una nipotina, la zia si commuove, perché vede un pezzo del suo cuore in quella foto. Ma se ad emozionarsi sono estranei, a parlare sono i sentimenti stessi. E quelli sono universali. Vivono in ognuno di noi.

    1. Che bello leggere questo commento. Anche se provo una sensazione particolare quando vedo il mio nome affiancato alla parola artista. Michelangelo, Leonardo Da Vinci sono artisti… Io sono solo un artigiano della luce con tanta passione ancora… Sono onorato di ricevere questo commento…

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