Un amore iniziato per caso, Laura

Un amore iniziato per caso, Laura

Dalle PMI altrui al suo brand, al suo disegno imprenditoriale… questa è la storia, l’evoluzione di Laura e del suo progetto.

Laura Zezza, nata e cresciuta a Milano, da una decina d’anni “importata” a Settimo Milanese ha una formazione molto lontana dal mondo dell’arte e della cultura che oggi, invece, rappresenta la sua vita.

La designer ha, infatti un diploma in Perito Aziendale e Corrispondente in Lingue Estere, ma oggi – dopo aver lasciato il lavoro per fare la mamma – sta muovendo i suoi passi nel fashion system.

 Conosciamo insieme Laura e la sua storia…

Come è nata la tua passione per la moda e in particolare per gli accessori? “Sin da quando ho memoria ho sempre provato un forte interesse e passione per la moda e, conseguentemente, anche per gli accessori. Mi ricordo che da ragazzina acquistavo le riviste di moda per sfogliare avidamente le pagine dove venivano immortalate le c.d. top model anni ’90. Mentre le guardavo mi immaginavo, da adulta, a disegnare vestiti, collane (che peraltro già creavo, andando nello storico negozietto Granievaghi in via Lomazzo a Milano)!”


Raccontaci quando hai iniziato il tuo percorso come fashion designer…
“Il mio percorso come fashion designer è nuovo, avvenuto per puro caso, perché prima ho sempre lavorato come impiegata commerciale e, proprio per questo, non avrei mai 20180913_175053immaginato che un giorno avrei iniziato a creare gioielli. È accaduto tutto nel 2011, appena tornata dalle vacanze e concluso un contratto di sostituzione maternità… in quel periodo ho mandato qualche curriculum e sono stata chiamata per fare dei colloqui. Nel frattempo ho scoperto di essere incinta e, nel giro di pochissimi giorni, mi sono ritrovata a firmare un altro contratto di sostituzione maternità. Comunico, per correttezza, di essere incinta anche io…e l’azienda decide di recedere il contratto. Durante il periodo di gravidanza trascorso a casa, facendo zapping alla tv, un giorno, mi imbatto in una trasmissione, dove intervistavano una ragazza che creava perle di carta. Sono rimasta colpita al punto che ho subito cominciato a realizzarle anche io. Dopo la nascita di mia figlia Matilde, questo svago è stato messo nel dimenticatoio, ma l’ho ripreso quando la piccola ha cominciato il nido. Ho continuato a mandare curriculum, convinta che non sarebbe stato difficile trovare un nuovo impiego…purtroppo mi sono dovuta scontrare con una realtà molto diversa: durante i pochi colloqui che sostenevo, non appena sentivano la parola “bambina”, cominciavano a farmi domande imbarazzanti, ed io, così, tornavo a casa sfiduciata. Dopo parecchio tempo trascorso a rispondere a candidature, ho ricominciato a realizzare bijoux con la carta. Nei primi tempi riuscivo a creare solo la sera, addormentata la piccola, ma successivamente, ho cominciato a dedicarci più tempo.”

Parlaci del naming del tuo brand… “Il nome del mio brand è il risultato di una scelta del tutto casuale e originale… Sai, avevo deciso di porre qualche mia creazione in conto vendita ad un negozio, ed è stato in quel contesto che la proprietaria mi ha consigliato di crearmi un “brand”. Non avendo però alcuna idea precisa, ho deciso di affidarmi alla mia bimba (all’epoca 2 anni) che  “storpiava” i nomi, e per dire “cavallo” diceva “caia”… “Caià” con l’accento sulla “a” è diventato il mio cavallo di battaglia!”

Parlaci dell’uso e della scelta del materiale… “Ho scoperto per caso la carta… sono rimasta stupita da come un foglio, sottile, leggero ed impalpabile, potesse acquisire struttura, e addirittura diventare tondo come una perla. Inoltre, la carta è un materiale apparentemente “povero”, ma pieno di risorse e potenziali insospettabili. Ho iniziato riciclando la carta, usando pagine di riviste, shopping bag, volantini, che altrimenti andrebbero buttati. Oltretutto le perle di carta, grazie ai colori ed alle texture, al termine della lavorazione, vengono spesso scambiate per materiali come il vetro, il legno, la plastica o addirittura la ceramica ed il bambù!”

Come avviene il processo di creazione del gioiello? “Il processo di creazione del gioiello parte con la realizzazione di un buon numero di perle, con tonalità a contrasto o in tinta. Sin dal principio ho deciso di realizzarle tonde, coniche o quadrate, a seconda del risultato finale che voglio ottenere. Le perle subiscono poi un trattamento indurente e lucidante con la colla vinilica e lo smalto ad acqua vetrificante, dopodiché, una volta asciutte, a seconda dell’estro del momento, le assemblo creando un collier minimal, o una collana multifilo, un ciondolo con pendente, o semplicemente degli orecchini.”

A chi ti ispiri nella definizione della linea e nella scelta dei colori? “Mi definisco una 20180913_173755creatrice abbastanza istintiva! Sarei ipocrita se dicessi che non mi guardo in giro o curioso, anche tra le mie competitors, però fin dall’inizio ho sempre voluto creare dei gioielli che si differenziassero, quindi magari all’inizio mi ispiro a qualcuno, ma poi ci tengo a distinguermi! Ultimamente sto usando di meno la carta riciclata, che permane comunque il mio primo amore; ma da circa un anno ho scoperto le carte “pregiate” o marmorizzate, che danno un tocco unico e personale alle perle, e di conseguenza, al gioiello. Per quanto riguarda i colori, mi ispiro un a tutto, guardo le vetrine con i vestiti della stagione, le riviste, vado alla ricerca di accostamenti anche azzardati, ma interessanti… Addirittura guardo Pantone, che ogni stagione declama quale sarà il colore top (questo autunno dovrebbe essere il grigio).” 

Chi sceglie il tuo brand? “Tra le mie clienti (per fortuna) regna l’eterogeneità… acquistano i miei gioielli donne la cui fascia d’età varia dai 25 anni fino e (oltre) i 60. Cosa le accomuna? A parte l’handmade, voler indossare un pezzo unico (nessuna troverà al collo, o alle orecchie, di un’altra donna, un gioiello uguale al loro), il colore e anche la leggerezza. Sono tante le signore che non indossano quasi mai collane o orecchini con pietre dure poichè sono pesanti… mentre invece le perle di carta sono decisamente più leggere!”

Quali sono le principali sfide e difficoltà che una artigiana come te deve affrontare quotidianamente? “Quando si decide di portare avanti un progetto come il mio, le sfide e le difficoltà non mancano mai! Negli ultimi anni le artigiane come me, che realizzano gioielli utilizzando la carta, sono aumentate a dismisura e per questo non è facile farsi notare! Bisogna avere fantasia, grinta, carattere, per proporre monili diversi, originali, mai scontati, che possano raggiungere un target abbastanza ampio! Fino a pochi anni fa non avrei mai immaginato che molto del mio lavoro ruotasse intorno ai social network e che una bella foto invogliasse all’acquisto… Diciamolo oltre al lavoro manuale, bisogna lavorare a livello di conoscenze informatiche, artistiche, e anche in materia tributaria! Altra grossa difficoltà è il tempo a disposizione per creare: sono anche mamma e compagna e, quindi, devo dividermi tra lavoro e quello che ruota intorno alla casa… Il risultato? Spesso creo di notte, dopo aver messo a letto la bimba!”

Progetti per il futuro? “Il mio progetto principale ruota attorno la realizzazione di un piccolo atelier/laboratorio, dove poter lavorare, esporre e vendere le mie creazioni. Non è un progetto realizzabile dall’oggi al domani, ma sono caparbia e paziente, ho le idee molto chiare al riguardo, e passo dopo passo sono certa che riuscirò nel mio intento. Mi sono prefissata di partecipare al maggior numero di eventi che danno visibilità a chi come me vuole intraprendere (o già intraprende) la strada dell’artigianato e dell’ecosostenibilità. Per esempio a marzo 2019 parteciperò a “FA’ LA COSA GIUSTA”, la Fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili!

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Attualmente dove possiamo trovare le tue creazioni? “Vendo le mie creazioni durante market ed eventi in tutta la città di Milano (qualche volte anche fuori Lombardia), ma le mie creazioni sono in vendita nel mio shop on-line Etsy , e presso alcuni negozi: (Panpepato (Milano) – Sartificio Filò (Milano) – La rosa di Gerico (Cornaredo – MI) – Premiata Barbieria Campione del Mondo (Padova))…”

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