Letizia Cruciani

Letizia Cruciani
Innovazione, intraprendenza e passione sono gli elementi che distinguono Letizia, una giovane fashion designer che ha creato la sua linea che si snoda attorno al suo talento e alla sua intraprendenza.
Conosciamola insieme
Chi è Letizia Cruciani ? Ciao mi presento, sono Letizia Cruciani sono una designer, ma anche un orafa e un amante dell’arte. Ho un debole per il viaggio e l’adrenalina e adoro stare nella natura.
Mi sono laureata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, frequentando un semestre all’estero alla EKA- Estonian Academy of Art. In seguito ad un’esperienza come orafa artigiana ho ripreso gli studi, frequentando l’Accademia del Costume e della Moda di Roma. La mia vera passione era la moda sostenibile e così nello stesso periodo mi sono formata alla Fondazione Gianfranco Ferrè (OOF) di Milano su questo tema. Finiti gli studi ho deciso di buttarmi subito sul mio progetto fondando così CRU LE. La startup rientra nei 10 finalisti del WSM – Smart Contest a Gennaio 2020, presentando la collezione al White Show Milano. A Febbraio dello stesso anno CRU LE è selezionata per il Circularity Ideathon, evento in partnership con Ferragamo per la creazione di nuovi modelli business innovativi per il settore del lusso; poi per Altaroma Showcase. Dopo l’evento romano la collezione viene presentata in Europa, partendo da Parigi. Grazie a questo progetto vengo invitata a partecipare al Maker Fair per intervenire al webinar “UPCYCLING: un nuovo modello di business”. Infine nel Febbraio 2022 con la mia collezione sono stata selezionata per sfilare ad Altaroma.
Tutto questo mi ha portato ad intervenire come relatore in varie lezioni universitarie e in vari progetti in collaborazione con aziende di settore per lo sviluppo di prodotti circolari.
Hanno parlato di CRU LE anche: Eco a Porter, Design Scene, Lifegate, 3D Magazine, The Edit Lounge.
Cosa fai nella vita? Nella vita faccio principalmente questo, la designer e l’imprenditrice. Ma sono un instancabile curiosa e quindi cerco di apprendere costantemente sempre cose nuove, anche cose che non sono connesse tra di loro come l’agricoltura o la fusione o degli sport.
Cosa significa per te la parola moda? La parola moda l’associo a passione, perché questo è per me. Ma se devo definirla direi che è comunicazione. Con i vestiti infatti noi comunichiamo al mondo esterno chi siamo e cosa reputiamo importante, anche i nostri valori. Lo facciamo in modo automatico, ed anche se pensiamo che non ci interessa, stiamo proprio comunicando questo: disinteresse. Per questo la moda è un fulcro importante nella nostra vita e per questo ha un altissimo impatto su come viene fatta. Proprio per questo adoro la moda sostenibile e non concepisco altri modi per realizzarla, perché così puoi realmente creare valore e usare i capi come un manifesto per cambiare le cose in positivo condividendo e comunicando attraverso i vestiti questi valori.
Da quando e da cosa è nata la tua passione per la moda e per la creatività? Sono la classica designer con la nonna sarta. Come spesso capita è da lei che ho preso tutta la mia passione per la moda. Ho imparato a cucire a 4 anni e adoravo rammendare, ricamare e fare tutto quello che ruotava intorno ad un vestito, per me riuscire a creare qualcosa da un idea, che prima era piatta su carta e poi diventava un qualcosa da indossare, era qualcosa di magico, di meraviglioso, e tutt’ora conservo questa meraviglia. La creatività è andata di pari passo. Sono sempre stata curiosa anche da piccola, volevo imparare tutto e sperimentavo il disegno, l’argilla, i colori, perfino i motori. Potevo anche non mangiare se avevo tutte le mie cose per creare. Ed infatti è proprio questa parte che ho coltivato per prima laureandomi all’accademia di belle arti in arte contemporanea, per fare arte devi sapere tutto e questo mi emozionava ogni giorno. Ma la mia passione più profonda era la moda e quindi subito dopo ho continuato la mia formazione studiando moda. Penso che siano due facce della solita medaglia: arte e moda. Per me sono imprescindibili l’una dall’altra. La prima serve ad interpretare il modo l’altra a concretizzarlo.
Secondo te quali sono le nuove prospettive del futuro della moda? Per come la vedo io esiste un solo futuro per la moda ed è quello sostenibile, nello specifico circolare. Non è solo un discorso utopico e di belle parole, ma è proprio perché non esiste un’altra alternativa. Il mondo non sostiene piu il nostro sclerotico ritmo produttivo e sta letteralmente collassando, stiamo già sperimentando la crisi climatica ed anche la crisi delle materie prime con la loro scarsità. E’ una scelta forzata oltre che giusta. Per questo penso che già adesso dovrebbe essere la nuova norma, non una cosa che ti rende speciale come brand, ma il normale modus operandi, perché i problemi non si risolvono mai voltandosi dall’altra parte per non vedere, ma affrontandoli e tirandosi su le maniche.

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