Progetti fotografici, Mauro.

Progetti fotografici, Mauro.

Da quel ramo del lago di Como raccontato dal Manzoni arriva lui, Mauro Longhi.

Mauro, fotografo da sempre, che ha scelto e voluto la macchina fotografica da giovanissimo, a 13 anni, per poi renderla la sua vera strada, il suo lavoro.

Oggi Mauro coltiva nella sua quotidianità questa passione e dedizione avendola resa la sua professione.

Lui è un fotografo specializzato in still-life che ha sviluppato numerose esperienze di rilievo seguendo i suoi clienti, le aziende anche in contesti con rilievo nazionale ed interazionale.

La sua, una storia di crescita, di evoluzioni e di progressi che si sono delineati e che si intrecciano in numerosi progetti.

Conosciamo insieme Mauro…

Quando hai iniziato a fotografare? Mi sono approcciato al mondo della fotografia quando ero ancora un bambino…ho iniziato a fotografare quando avevo 13 anni.

Sei un autodidatta oppure hai seguito dei corsi? Ho iniziato come autodidatta. Mi dilettavo nel fotografare i momenti che passavo con gli amici. Poi, negli anni a seguire ho conosciuto un fotografo professionista che stampava il bianco e nero. È stato con questo professionista che ho iniziato ad approfondire davvero la tecnica fotografica e per questo ho comprato una camera oscura e ho iniziato a sviluppare i rullini e a stampare le mie foto (sempre seguendo le indicazioni dei manuali editi da fotografi famosi). Col passare del tempo ho anche provato anche a frequentare per un paio d’anni i foto-club, ma li ho trovati limitati nella visione del mondo fotografico e per questo motivo, ad un certo punto della mia vita, ho dovuto cambiare tutto e ho scelto di voler fare il professionista nella fotografia (2005). Per questo motivo ho iniziato a studiare in questo campo e mi sono diplomato presso l’Istituto Italiano di Fotografia (Milano 2007) in modo da ottenere una prima vera competenza specifica del mondo professionale.

Fotografo… Perché? Una bella domanda. La risposta che darei è questa, ovvero che cosa significa per me fotografare. Per me scattare una foto è come scrivere con la luce. Un frammento di vita in cui ci si pone nella posizione, nella situazione in cui ci si trova, e si acquisisce il ruolo di creatore. Che dire? Mi piace concentrarmi soprattutto in studio per realizzare una situazione che ho in mente.

 Come ti definisci come fotografo? Mi definisco un fotografo-comunicatore. 

Cosa significa per te essere fotografo? Per me essere un fotografo significa occuparsi delle immagini in ogni momento. Mi spiego. Io mi sento e sono un osservatore di tutto, dai cartelli sulla strada, ai film, alle serie televisive, alle riviste. per ogni situazione cerco di individuare le peculiarità e i punti di forza di quello che vedo. Non posso non osservare, non riesco a farne a meno.

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Quali sono le emozioni che provi quando realizzi uno scatto? Credo che siano similabili a quelle di un pittore. Alla fine per me fotografare è come dipingere.

Che tipologia di foto realizzi? Per quale motivo hai scelto di focalizzarti su questi ambiti? Ho iniziato con gli still-life, ho sviluppato i miei primi lavori nel mondo corporate identity, ho riscoperto un mondo che già conoscevo (prima lavoravo nel mondo industria) sotto un altro aspetto. Mi piace valorizzare la tecnologia dei processi produttivi e gli imprenditori che si impegnano nel quotidiano.

Progetti e sogni per il futuro? Il mio vero progetto per il futuro è quello di riuscire ad ampliare la mia attività con collaboratori che si occupino della post-produzione, per potermi dedicare alla fase di progettazione e riprese (foto e video) e a progetti personali.

16 commenti su “Progetti fotografici, Mauro.

  1. Certi fotografi ( come Mauro ) io li definisco artisti perchè sono talmente bravi che i loro scatti sanno tramettere moltissimo, oltre ad essere fantastici. Amo anche io la fotografia ma sono una vera inesperta! La prendo così come viene ^_^

  2. Se ho ben capito è soprattutto un fotografo food. E’ molto difficile, così come è difficile il food styling… Bellissimi scatti!

  3. Tra moda ed eventi conosco molti fotografi. Io li divido in 3 categorie: Il genio, quello che ha una marcia in più, e non sarai mai come lui. Poi ci sono i fotografi bravi, che fanno foto molto belle e riempiono i giornali. La terza categoria, che piace a me, sono i fotografi dell’anima. Sono i fotografi che non sono solo bravi a fare foto (che poi con la moderna tecnologia si riesce) ma sanno cogliere l’essenza delle cose. Sanno guardare dentro, agli oggetti e alle emozioni. Fotografano l’anima.

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