Barbara ci racconta le sue Sognatrici

Barbara ci racconta le sue Sognatrici

Si chiama Barbara ed è stata una scoperta continua.

Lei è una donna che brilla della sua passione e della sua creatività.

Forse io e lei ci siamo sempre conosciute, ma non l’abbiamo mai saputo. Non avrei mai pensato che un’artista come lei abitasse a pochi passa da casa mia.

Le sue mani sono magiche perché sanno plasmare la cera creando un sogno che si chiama “Le Sognatrici”. Ogni Sognatrice è un piccolo amuleto che comunica gioia, luce e soprattutto calore.

Conosciamola insieme…

Chi è Barbara? Mi chiamo Barbara, classe 1974, sono una donna distratta per natura, sempre indecisa (sono del segno della bilancia) ho due figlie grandi, che adoro, un marito, un cane, un gatto e una gallina adottata!  Elvis il mio caro bulldog, un po’ vecchietto, vive con i miei genitori nella casa natale e la dolcissima Concy, la gallina di razza cocincina nel pollaio di mio papà, quando la chiamo per nome mi corre incontro e si lascia prendere in braccio e coccolare! Amo gli animali e la natura. Ho fatto studi artistici alle superiori, ma per necessità, ho lavorato per 17 anni, in un negozio aziendale d’abbigliamento, in un centro commerciale. Presso questa grande azienda ho imparato molto, con trasferte per corsi di vendita, allestimento vetrine, allestimento interno, crescita personale, e-learning. In quel contesto pero non ero me stessa, i rapporti “pilotati” con la cliente, il raggiungimento degli obbiettivi di vendita, le strategie… non facevano per me… Ho così sempre cercato di migliorarmi e aggiornarmi, di imparare cose nuove. Durante il lavoro ho fatto un corso di un anno, in presenza, di web master e web authoring per la creazione di siti internet e vari corsi di inglese. E negli ultimi tempi, durante il covid ho fatto un corso di “Approfondimento Grafica e Comunicazione”, e un Corso Marketing & Social media management. Anche se le mie figlie continuano ad asserire che sui social sono una Boomer!

Come e quando è nata la tua passione per la creatività? Sono sempre stata creativa, ho sviluppato la creatività alle superiori, frequentando il liceo artistico. Ho, poi, sperimentato diverse forme d’arte, a volte frequentando corsi, credo come ogni creativo d’altra parte! Pittura a tempera, ad olio, aerografo, acquerelli, calligrafia ecc. Poi, un giorno, ho comprato il Das per fare un porta anelli con mia figlia! Ci siamo divertite! E così sono affiorati i ricordi delle lezioni di scultura con il prof. Zurzolo, le aule incasinate piene di calchi in gesso, argilla, noi con i camici sporchi e le mani in pasta! Ricordo la mia Venere di Milo, una testa a grandezza naturale, con la struttura in ferro all’interno per reggerla su un piedistallo e il bassorilievo con un angelo, dipinto di marrone… Dovevo tornare a quella materia stupenda, tridimensionale…  Così ho frequentato un corso base ed uno avanzato di ceramica ed ho comprato un forno per cuocerla.

Parlaci del tuo brand, le sognatrici… Le Sognatrici in realtà è un ramo di Hama candele. Mia figlia crea per hobby candele in cera di soia e mi ha proposto di farle dei contenitori in ceramica dove poter colare la cera e decorarla con fiori secchi. Così nasce la nostra collaborazione, dove l’amore tra madre e figlia lo mettiamo nelle nostre creazioni unendo ceramica e cera! Un giorno mi propone di fare una lanterna, così lei può abbinare le sue “tartine” profumate. Inizio a creare la lanterna, la parte sotto mi sembra un vestito a cui abbino una testa di donna e un uccellino sulla spalla, così da creare una figura femminile.  Ma quando la metto in forno a 1000 gradi …esplode! Allora da qui la sfida per capire il perché e ritentare… così ho iniziato a farne altre e altre ancora!  Piccole sculture femminili con aria sognante, accompagnate da vari animaletti, che sotto il vestito nascondono una piccola candela, così da diventare lanterne. Non mi erano più esplose! E così sono nate le Sognatrici.  Le Sognatrici sono in primis terapia, arteterapia per me… Mi hanno subito rapita durante la creazione, sono qualcosa di intimo, introspettivo. È la sensibilità, l’amore, la delicatezza, il sogno, racchiuso in una materia tridimensionale. La ceramica. Le Sognatrici sono figure femminili, per rappresentare le donne forti, positive, che sognano il loro mondo ideale. Sono di diverse dimensioni, per rappresentare diverse fisicità. Sono legate al mondo della natura, con loro ci sono lumache, uccellini, ricci, gatti cani, farfalle…  e fiori come calle, rose, fiore della malva. In un mondo di oggetti impersonali, standardizzati, low cost, Volevo fare qualcosa di unico, non un semplice soprammobile o lanterna da tavolo, ma una piccola scultura, ognuna diversa dall’altra. Un portafortuna da accendere la sera, con una luce soffusa che accompagni i pensieri… Chi “adotta” una Sognatrice è perché vede oltre un pezzo ceramico. Una ragazza francese, mi ha fatto l’ordine di una sognatrice. Si era trasferita, dopo 30 anni, da Parigi per vivere in campagna con il suo gatto e i suoi cani per fare un orto. Si era innamorata di quella piccola scultura che diceva le avrebbe portato fortuna nella sua nuova casa, per la sua nuova vita…  Quando l’ha ricevuta è stata molto felice e le sue parole sono state “Il tuo lavoro è pieno di sensibilità e delicatezza, il tipo di oggetto che conserviamo per tutta la vita, così’ tanto ci sei affezionato”. Quello che vorrei trasmettere è proprio questo, una Sognatrice non è solo un manufatto ceramico, ma è una figura emotiva, con un’anima, per chi sa coglierla…

Progetti per il futuro? In questo momento creare le Sognatrici mi fa stare bene, e mi da soddisfazioni. Mi sto appassionando a sperimentare sempre nuovi “modelli”, prendo spunto da ciò che vedo intorno a me, dalle donne, agli animali, alla natura. Mi piace molto testare nuovi smalti, texture, nuovi metodi di lavorazione. È per questo motivo che continuo a creare! Mi piacerebbe poter fare dei mercatini, far conoscere Le sognatrici, presto farò una mostra nel Chiostro di s. Antonio a Morbegno. Poi si vedrà…

Il tuo sogno nel cassetto? Poter vivere di questo meraviglioso lavoro.

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