COUTURE IN ORBIT: IN MOSTRA I VESTITI SPAZIALI

23.44°_1hqFUORISALONE 2018 – 17/22 Aprile

Tecnologici, comodi, funzionali e curati nell’estetica. Sono gli abiti nati da un progetto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con la Scuola e il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, in mostra per l’intera durata del Fuorisalone 2018 all’interno dell’esposizione Bright Monday (via Durando 39) nel neonato Bovisa Design District.

I vestiti, presentati nel 2016 al Museo della Scienza di Londra, sono il risultato di Couture in Orbit, un progetto internazionale che ha visto l’ESA coinvolgere diverse scuole del design europee per produrre una capsule collection dai materiali innovativi derivanti dalla ricerca spaziale. Couture in Orbit è stato sviluppato dalla professoressa Annalisa Dominoni del Politecncio insieme ai suoi studenti in occasione del Master in Fashion Design ed è continuato come attività di ricerca grazie al supporto di ESA Technology Transfer Program (TTP) per l’integrazione di materiali e tecnologie nei capi. Coinvolti anche i laboratori del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, in particolare il Lab Moda per la consulenza e la realizzazione dei modelli e prototipi, e Immagine Lab, per la documentazione foto/video.

Il gruppo di ricerca internazionale che ha creato la capsule collection ha visto partecipare studenti provenienti da: Inghilterra, Brasile, Francia, Argentina, Serbia, Colombia e Italia. La collezione si ispira all’ambiente confinato e in microgravità che vivono gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, e ha considerato le loro attività in orbita e le relazioni con gli oggetti, che senza peso generano nuovi comportamenti e gesti. I materiali sono riflettenti e molto leggeri, fatti di multistrato di puro alluminio alternato a reti bianche simili a garze (ma molto più resistenti) che sono utilizzati per realizzare i satelliti. I colori lunari dei bianchi e degli argenti si alternano a stampe coloratissime ispirate alle immagini della terra, grazie alla rete satellitare che, a secondo della scala dimensionale, cambiano pattern e assumono configurazioni sia geometriche che organiche.

Le tecnologie scelte sono state sviluppate dal sistema di trasferimento tecnologico ESA Technology Transfer Program (TTP). Tra queste la Cooling Technology, utilizzata per mantenere la temperatura costante nelle tute degli astronauti, e successivamente scelta come spin-off dalla McLaren per le tute dei meccanici. L’attenzione agli aspetti tecnologici non ha distolto dall’obiettivo di concentrarsi anche sulle qualità estetiche.

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L’esposizione è parte del “luminoso nuovo inizio” di Bright Monday, iniziativa che mette in mostra progetti e prodotti sperimentali organizzata dal Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, con il coinvolgimento di altri Dipartimenti, di Polihub e Polifactory e con la collaborazione di MakersHub e Ideas Bit Factory. L’obiettivo è dare visibilità a idee concrete caratterizzate dalla cultura politecnica che possano testimoniare non solo l’innovazione di prodotto, ma anche un nuovo modo di produrre idee e di metterle in pratica. Bright Monday è parte del fitto programma di eventi messi in rete dal local network INBOVISA per caratterizzare il neonato Bovisa Design District como polo milanese dell’innovazione tecnologica e della creatività.


 

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