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Deadstock, di cosa si tratta

Hai mai sentito parlare di tessuti Deadstock? Questi sono usati per creare qualcosa di nuovo, per dare una nuova vita a prodotti che non sono stati utilizzati.

Se andiamo a considerare il processo di lavorazione di un capo sono numerosi gli scarti che vengono prodotti. Una domanda che ci si pone è come e dove vengono smaltite le stoffe, i tessuti, i capi, che vengono prodotti ma che poi non vengono utilizzati. Questi “scarti” sono chiamati Deadstock… sono delle vere e proprie rimanenze del settore moda, merce che rimane invenduta stagione dopo stagione e il cui smaltimento risulta sempre più impattante.

Possiamo affermare che il Deadstock, all’interno del settore retail, non è nient’altro che pura eccedenza e si pone come la diretta conseguenza della sovrapproduzione generata da un ordine troppo ambizioso (over – buying) o da un cambio di colore all’ultimo momento di tutta una collezione (over-anticipation).

Questa materia, con un ampio potenziale, viene dimenticata all’interno dei magazzini fino a quando inizia ad occupare troppo spazio e arriva il momento di interrarlo o bruciarlo. Questo si connota come un danno, uno spreco importante al punto che questi prodotti infatti occupano un pesante ruolo per l’affaticamento del funzionamento del nostro pianeta.

Sulla base di questa consapevolezza aumentano i brand che si impegnano per invertire questo processo, per far bruciare meno tessuti possibile, per dare nuova vita a dei capi che altrimenti verrebbero dimenticati. Questi brand riutilizzano i Deadstock con l’obiettivo di risparmiare materiale destinato all’incenerimento o alla discarica, risparmiare energia preziosa e ridurre la pesante impronta di carbonio.

Alla base di questa logica si pongono dei modelli di produzione che cominciano dalla ricerca di tessuti derivanti da materie prime recuperate, ponendo una forte attenzione all’ottimizzazione della produzione in senso ecologico grazie all’uso strategico delle tinture naturali.

Invertire il processo creativo è la prima cosa da fare quando si decide di lavorare con le eccedenze.

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Francesca Rizzi

Consulente Manageriale
& Sustainability Manager

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