Etica e moda, Fera Libens

La coerenza è una dote, una caratteristica che mi ha sempre colpito nelle persone, portandomi ad ammirare coloro che sono riusciti con forza e perseveranza a trasformare la loro “filosofia di vita” e i loro valori nel loro “modo d’essere” e – in tal caso – in un vero disegno imprenditoriale.

In Francesco trovo questo.

Oggi vi presento lui, Francesco Virtuani e la sua Fera Libens, brand la cui essenza e operatività si fonda su una etica marcata e definita e sulla volontà di renderla tangibile. Fera Libens è un brand che produce calzature vegane realizzate con prodotti di origine non animale…

Conosciamo insieme Francesco… 

Com’ènatoFeraLibens? “L’idea di fondare Fera Libens nasce a seguito della mia decisione di non mangiare carne, quindi, di una mia riflessione personale sulla necessità di avere maggiore rispetto per gli altri esseri viventi del pianeta, elemento che riguarda tutte le scelte di vita che compiamo ogni giorno, ad iniziare dal modo in cui ci vestiamo. Dopo aver fatto alcune ricerche, mi sono reso conto che le calzature sul mercato realizzate con prodotti di origine non animale erano piuttosto brutte e di scarsa qualità. In seguito a questa analisi ho pensato che sarebbe stata una buona idea realizzare scarpe belle e di maggior qualità (questo succedeva nel 2012/13). Quando ebbi questa intuizione svolgevo un altro lavoro (ero ricercatore dell’Università e dei Beni Culturali) e così, misi “da parte” l’idea. Dopo un paio di anni circa ho però deciso che volevo cambiare lavoro e reinventarmi anche dal punto di vista professionale. Ho scelto così di rendere tangibile la mia idea sinora rimasta chiusa nel cassetto. Ho trovato un socio, un amico di vecchia data, Federico, che si è appassionato al progetto e ha deciso di prendervi parte. Nel 2015 è nata ufficialmente la società e nel 2016 abbiamo iniziato a vendere i primi prodotti.”

Progetto senza titolo

Qual’èlamissiondi FeraLibens… “La missione di Fera Libens è conciliare le esigenze di stile e di qualità con quelle etiche, di rispetto per il mondo che ci circonda e per i suoi “abitanti”. Questa visione si traduce praticamente nello sviluppo di una calzatura che sia esteticamente curata e allo stesso tempo realizzata con materiali che non utilizzano componenti di origine animale e che siano il più possibile ecologici. Inoltre, a questo concetto vuole fare riferimento anche il claim che usiamo alcune volte: love,animals,enjoylife. Questa frase è volta a sottolineare che si può avere un approccio etico nella vita senza per questo privarsi dei suoi piaceri.”

Emanuela Ela.brand

Qualisonoleprincipalisfideedifficoltàcheunbrandinnovativoecaratterizzatodaunamissionedaunasceltaoperativacosìchiara efortetedeveaffrontarequotidianamente? “Direi che agli inizi (ammetto che siamo ancora agli inizi poiché siamo ancora nella fase di start-up), le difficoltà sono tante… la prima complessità è sicuramente la mancanza di esperienza nel settore scelto, nel nostro caso quello calzaturiero (almeno per quanto ci riguarda, c’è chi invece crea una start-up nel settore i cui già ad altro titolo lavorava), con i suoi concetti, termini, regole, stagionalità e via dicendo. Certamente una delle ulteriori principali problematicità è quella di tipo finanziario, in particolare le fonti di finanziamento per portare avanti l’attività e gestione flussi finanziari. Altro aspetto delicato sono i rapporti con i fornitori: agli inizi, quando le quantità prodotte sono limitate, si fa fatica a trovare fornitori e fabbriche disposti a collaborare per quantitativi esigui e, una volta trovati, non è sempre facile ottenere ciò che si vuole e nei tempi giusti. Da non dimenticare poi che all’interno di una società appena nata mancano delle competenze necessarie che devono, quindi, essere reperite all’esterno richiedendo ulteriori costi da sostenere”

Emanuela Ela.brand-2

Unireeticaestile. Comepensidisoddisfarequestoconnubio? “Riprendo quanto detto prima riguardo alla mission: usando i materiali che non siano di origine animale e che siano il più ecologiche possibile, ma che siano di qualità, le cui prestazioni siano elevate. Dal punto di vista del design, bisogna essere aggiornati sulle ultime novità e dettare scelte stilistiche a eventuali collaboratori che siano in coerenza con l’immagine del nostro marchio: un brand di calzature classiche senza essere troppo formali e in linea con le tendenze contemporanee.”

Emanuela Ela.brand-3

Chièilclientetipoche sceglie FeraLibens? “Ovviamente il primo target di riferimento e che è più facile raggiungere all’inizio è quello di persone che non vogliono indossare capi di abbigliamento di origine animale. In realtà, però, vorremmo però avere una visione più ampia del target, rivolgendoci anche a coloro i quali sono attenti a problematiche ambientali e, più in generale, a chi trova bello il prodotto e a cui non dispiace un consumo etico se questo è compatibile con l’estetica.”

Progettiperilfuturo? “Tanti, tra cui lo sviluppo di nuove gamme di prodotti per offrire una maggiore varietà di modelli, lo sviluppo delle vendite all’estro, lo sviluppo delle vendite tramite il canale on-line. Una delle principali dimensioni su cui lavorare è quello dei materiali: vorremmo poter proporre una linea di prodotti sempre più ecologici e rispettosi dell’ambiente, per arrivare a ottenere nel prossimo futuro una scarpa realizzata con materiali quasi del tutto derivanti da componenti vegetali”

Locandina Fera Libens

Attualmentedovepossiamotrovareeacquistareiprodotti FeraLibens? “Le scarpe Fera Libens si possono acquistare innanzitutto sul nostro sito internet (www.feralibens/calzature). I nostri prodotti si possono anche trovare in alcuni punti vendita in varie città/paesi in Italia (si veda la lista negozi www.feralibens.com/negozi). Abbiamo anche qualche negozio all’estero e presto anche alcune piattaforme on-line proporranno i nostri prodotti. Inoltre, durante l’anno partecipiamo a qualche fiera, tra queste siamo sempre presenti a Fa’ la Cosa Giusta che si tiene a marzo a Milano.”

23 commenti su “Etica e moda, Fera Libens

  1. L’esistenza di Fera Libens è una notizia che mi piace! Di solito preferisco la pelle, principalmente perché le alternative sintetiche sono scadenti. D’altra parte, se possiamo evitare di tirare in ballo gli animali, preferisco. Bel progetto!

  2. Wow non conoscevo questo brand, adoro le calzature e mi piace il pensiero che c’è dietro!! 🙂 baciii

  3. E’ la primissima volta che sento parlare di questo brand e mi ha colpita la sua filosofi…la dimostrazione è lampante, si può fare molto bene anche rispettando l’ambiente!

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