Moda e futuro

Il futuro della moda.

 

Prospettive e lungo termine. Il futuro della moda si connota di importante e grandi sfide. Due temi fondamentali che riguardano questo mondo sono quelli della sostenibilità e della contraffazione.

Da una parte abbiamo la necessità di dare voce ad un modello che sia sempre più green e sostenibile nella sua piena accezione e dall’altro si crea il bisogno di riuscire a tutelare l’originalità e l’origine di un dato prodotto così come la sua paternità.

 

La blockchain sembra un mezzo adeguato per rispondere a queste esigenze ed è proprio per questo motivo che sempre di più si sta identificando come il futuro della moda debba, volente o nolente, passare per questa tecnologia.

Ma di cosa si tratta davvero la blockchain? Sicuramente parlare di blockchain non è semplice, è un tema complesso che sottende diversi aspetti.

La blockchain non è nient’altro che un sistema che permette la tracciabilita di un bene in quanto registra la sua vita.

La blockchain può essere immaginata come in sistema infinito di quaderni indistruttibili sui quali sono registrate informazioni con una penna non cancellabile.

Tale aspetto rende questa tecnologia come il mezzo per garantire trasparenza e qualità dei prodotti sul mercato.

E proprio per questo che può svolgere un ruolo fondamentale nell’industria della moda, dove la conversazione è energica ma le regolamentazioni sono ancora poche, e per questo spesso il consumatore fa fatica a determinare l’eticità di un determinato marchio o capo di abbigliamento.

 

E importante ricordare che la sostenibilità favorisce e porta alla sostenibilità tale per cui uno strumento tecnologico può andare a connotasti come il mezzo per costruire una rete di realtà e consumatori che condividono gli stessi valori.

 

Grazie a tali caratteristiche la blockchain può concretamente aiutare il settore moda a sconfiggere questi fenomeni negativi.

La registrazione dei passaggi permette di seguire la storia produttiva di un determinato capo, dalla fibra al cliente finale, tracciando ogni passaggio della filiera. In questo modo si evitano frodi e alterazioni perché ogni capo ha una propria “carta d’identità” digitale che non può essere modificata.

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