La rubrica di…

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I pensieri di Francesca…

A volte dal dolore nasce l’amore.
L’amore per me ha occhi verdi e un sorriso dolce.
Davide: quanto di più lontano poteva trovarsi da me.
Una persona dolce, tranquilla e generosa contro il caos che mi porto dentro.
È entrato in punta di piedi, quasi come in una favola. Cominciata dapprima con una semplice amicizia: il nostro primo appuntamento l’abbiamo passato a camminare per circa 8km in giro per Milano.
Ci siamo raccontati la vita e il futuro: io ero una mamma single e disoccupata. Lui un ragazzo realizzato e con un lavoro stabile venuto dal sud.
Una di quelle persone che, generalmente, stanno assieme a ragazze perfette e senza problemi: il mio opposto praticamente.
Eppure lui ascoltava tutto quel fiume che mi portavo dentro. Senza mai giudicare.
Quello mi colpì tantissimo: mai, e neppure ora mi hai mai fatto sentire sbagliata.
Per lui io ero semplicemente “la Fra”
Avevo il cuore a pezzi e non speravo che una persona potesse darmi tanto calore.
Di lui amo la calma che mi regala, fin da subito mi sono sentita serena come poche volte in tutta la mia vita.
Io, che a causa delle tante batoste, odio letteralmente scrivere dell’amore tra due persone.
Non gli ho mai scritto una lettera, non gli ho mai detto quanto io lo stimi e quanto lo ritenga eccezionale.
Perché non è stato facile e, non lo è tuttora, starmi vicino.
Non perché io sia una perfida megera, ma perché sono una persona rude e chiusa.
Chiusa al punto da non far trasparire un minimo sentimento: forse per paura, forse per qualche strana combinazione di fattori.
Ma Davide non ha mai preteso di abbattere quel muro; Davide, nella sua straordinaria semplicità, quel muro lo ha scalato.
Non ha mai preteso di farmi cambiare; ha solo trovato la parte migliore di me.
Più passo tempo accanto a lui, più mi rendo conto che amare sia complicato e semplice allo stesso tempo.
Io, che ho passato anni ad essere come mi si voleva, ora sono semplicemente io.
E non ho paura di me stessa e del mio caos.
La forza di un amore tranquillo contro il turbine della mia anima.
Quel turbine che solo un suo abbraccio placa.
Con la forza di un abbraccio placa il dolore.
Quel dolore di chi ha attraversato l’inferno che ora guarda ad occhi pieni di speranza.
Perché la vita è straordinariamente imprevedibile.

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