L’arte nel DNA, Carlotta

Carlotta Bellucci, romana doc, figlia di artisti.

La sua strada nel mondo della creatività era, quindi, già stata delineata dalle sue origini, dal suo DNA. Il padre della fashion designer dipinge, la madre è appassionata di decoupage, lo zio è un maker handcraft di pelletteria, una nonna era sarta che lavorava nell’atelier delle sorelle Fontana e, l’altra nonna, realizzava Lumi.

Carlotta, grazie alla sua famiglia, si avvicina in un modo più che naturale al Mondo dell’Arte ed inizia i suoi studi di graphic design e, contemporaneamente, dopo anni di studi di danza classica e contemporanea, frequenta l’Accademia Nazionale di Danza di Roma.

La danza diventa la sua grande passione e la rende una vera e propria professione… danza per numerose compagnie in Italia e all’Estero da New York alla Russia, al Brasile, in Germania, e in altre numerose capitali europee. Durante le sue tournée la giovane frequenta l’Istituto superiore per le Industrie Artistiche (ISIA DI ROMA), laureandosi in Industrial Design, e desiderosa d’imparare, si Specializza all’Accademia di Belle Arti di Roma in Fashion Design. In questo modo Carlotta coltiva anche la sua seconda passione che la porta a lavorare come stilista/designer e performer a Londra e a Parigi. In queste città la donna danza, fa da coreografa e partecipa alle fashion week. Il connubio di questi elementi le permette di unire le sue passioni che si concretizzano e portano alla nascita di “Opéra by Carlotta Bellucci” con sede a Roma, la città dove tutto ebbe inizio.

Conosciamo insieme Carlotta…

Come è nata la tua passione per la moda… “La mia passione è innata, diciamo. Si trova nel mio DNA, si tramanda da generazioni… un amore che riguarda la sartoria più che la moda. Il bisnonno di mio padre aveva un laboratorio di sartoria in Sicilia, dove realizzava le uniformi per i militari, in cui lavoravano tutti i suoi figli. Mia nonna, invece, ha proseguito l’attività che il padre aveva deciso di abbandonare al punto che appena arrivata a Roma iniziò a lavorare nell’atelier delle sorelle Fontana. Ricordo bene che da piccola mi insegnò a stirare e a creare vestitini per le mie bambole di pezza. Anche la nonna materna era portata (lo è tutt’ora), mi guida e consiglia, è il mio braccio destro in questa avventura… era lei che cuciva tutti i miei abiti di carnevale. Un ruolo importante nella creazione della mia passione per la sartoria lo riconosco anche alle suore che alla scuola materna mi misero in mano uncinetto e ago e filo a soli 4 anni. Ma questa è stata solo una piccola parentesi riguardante la sartoria in quanto crescendo, durante il periodo delle elementari, ho anche iniziato a disegnare i vestiti per le mie Barbie e poi… come dimenticare il gioco “Gira la Moda”?!?”

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Raccontaci l’inizio della tua carriera come fashion designer… “In realtà ho iniziato come costumista per i saggi di danza per cui mi occupavo anche della preparazione delle coreografie delle allieve. Disegnavo le scene di danza insieme ai loro costumi di scena. Poi, però, essendo nell’ambiente ho iniziato a svolgere questa attività per più compagnie di danza. Nonostante questa importante esperienza il mio il vero e proprio inizio da fashion designer ha coinciso con il secondo anno di specialistica in Fashion dove ho partecipato come designer ad una sfilata a Roma per la Wella Hair fashion Company. I primi frutti di questo lavoro li ho iniziati a cogliere a Londra dove ho comincuato a lavorare per Judy Wu e, successivamente, per David Koma. Il vero “bello” è però andato a delinearsi nel momento in cui ho deciso, insieme a mio marito, di spostarmi nella Ville Lumiere a Paris … quella che considero la MIA casa! In quel luogo ho iniziato a fare degli stage, per poi lavorare per la Repetto.”

Dalla danza alla moda… raccontaci questo passaggio…“In realtà non è un vero e proprio passaggio perché per me l’una non può esistere senza l’altra. Provo a spiegarti questa mia associazione indistruttibile: la prima volta che all’Università mi trovai a realizzare una collezione da zero, la mia professoressa mi disse di pensare a quando danzavo e mi disse: <<Il corpo deve essere libero, giusto? Indosseresti degli abiti durante uno spettacolo che ostacolano i tuoi movimenti? Ricordati che nella vita quotidiana vale lo stesso.>> La  frase della mia professoressa è stata illuminante. Aveva ragione. Oggi le sue parole sono ancora più vere in quanto la vita è così frenetica – soprattutto per noi donne – si corre per il lavoro per la casa, i figli, lo sport , siamo iperattive e abbiamo bisogno che i nostri abiti accompagnino i nostri movimenti. Proprio per queste ragioni ho pensato ad una linea elegante per donne dinamiche.”

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Cosa significa per te wear like a dancer? “Wear like a dancer, è il motto di Opéra. A volte per le “persone normali” le danzatrici sono irraggiungibili… Spesso mi è capitato di sentire “io sono legata, non riuscirei mai a fare quelle giravolte, sono proprio scoordinata, sono impedita, non dirmi di ballare che sono incapace, mi piace la danza, ma solo vederla perché non sono proprio in grado… etc. Ho preso spunto da quello che ogni donna mi ha detto in questi anni e ho pensato di far sentire tutte loro un po’ ballerine. Sebbene queste frasi siano dei cliché se ci pensiamo bene noi usiamo il corpo ogni giorno per ogni azione e la danza parte dal movimento quotidiano, rendendolo armonico e portandolo poi all’estremo.”

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Parlaci del naming del tuo brand…ha un significato preciso? Quale?“Opéra, scritto alla francese, mi ricorda molto l’Opéra di Paris. Sebbene sia un nome generico racchiude l’Universo del Teatro, la Danza e l’Opera Lirica…. È una parola con molti significati: rappresenta un’Istituzione, qualcosa di materiale o visivo, un’azione come operare…beh nel mio caso operare nel mondo della moda, del balletto e della lirica. Il naming è costituito non solo dalla parola Opéra, è accompagnato da “by Carlotta Bellucci”, poiché credo sia molto importante distinguersi e identificarsi data l’altissima concorrenza…diciamolo, le grandi firme sono appunto identificate dal Nome Proprio di Persona.”

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Chi sceglie il tuo brand?“Il mio brand è scelto dalle donne con età compresa tra 25 e i 55 anni, di ceto medio-alto. Da poco però anche le mamme, data la capsule collection che è uscita il mese scorso, dedicata a mamma e figlia. Il mio target di riferimento sono donne/ragazze (età 20-40 anni), non per forza danzatrici… sono donne dinamiche, attive, amanti dell’arte e dell’eleganza ma che tendono a vestire comode data la frenesia delle loro giornate.”

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Quali sono le principali sfide e difficoltà che una fashion designer come te deve affrontare quotidianamente?“La sfida è il tempo: non si fa in tempo a terminare una collezione che bisogna iniziarne un’altra. Quando si è emergenti, per ridurre i costi iniziali, si tende a occuparsi di tutto, dalla moodboard, agli schizzi, alle schede tecniche, ai cartamodelli, al confezionamento, marketing e chi più ne ha più ne metta. La difficoltà vera è affermarsi nel mercato; la concorrenza è tanta.”

 

Progetti per il futuro?“Tanti. Innanzitutto voglio introdurre nel 2019 delle mini capsule di dancewear, di accessori, precisamente le borse, e delle capsule collection per uomo.

Voglio comunque continuate col pret a porter femminile e con le collezioni dedicate a mamma e figlia. Ambisco a creare il total look donna. Se devo essere sincera il progetto più grande è partecipare alla fashion week di Parigi o di Milano…per me la sfilata non è la passerella. Ho presentato al lancio del mio brand  la collezione SS18 “L’Ago dei Cigni” con performer di danza contemporanea che indossano i miei abiti, cambiandosi in scena. Voglio mostrare al che se con i miei abiti ci si può danzare, indossandoli sentono il comfort, ma soprattutto risultano eleganti. Il mio Fashion show sarà proprio questo: non modelle che sfilano accompagnate da danzatori che aprono o chiudono uno show, ma danzatori che si muovono indossando i miei abiti e che interpretano il tema principale della collezione. Ogni collezione è ispirata ad un balletto o a un’Opera, rivisitata in chiave contemporanea. Il sogno, o meglio un altro progetto è quello di aprire un flagship store a Parigi, vicino appunto l’Opéra.”

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Attualmente dove possiamo trovarti e acquistare le tue creazioni?“Oggi la mia è un’azienda online, si può acquistare sul sito www.operabycarlottabellucci.com, oppure sulla Vetrina Facebook seguendo la pagina Opéra by Carlotta Bellucci o su Instagram . Ho uno show-room a Milano a partire dal mese di Novembre e sono presente con dei Temporary store su Roma presso Manifactory e con Le Artigiane su Milano e a Parigi!”

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30 commenti su “L’arte nel DNA, Carlotta

  1. Certo aver avuto una famiglia così alle spalle deve averle dato supporto ma il talento c’e e si vede davvero, complimenti a Carlotta delle creazioni meravigliose 😀

  2. Che bella la storia di questa ragazza, il suo percorso è stato un crescendo. Step by step senza demordere e ha raggiunto il suo obbiettivo!

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