Mai fermarsi. Valentina

Eccomi di nuova a Roma nella città eterna alla scoperta di Valentina Di Geronimo…

Valentina è una giovane e versatile fashion designer con una grande attenzione per l’artigianalità e per il vero valore imputabile ad ogni “pezzo unico”.

Valentina ha studiato Scienze della Moda e del Costume presso “La Sapienza” di Roma e contemporaneamente ha conseguito il diploma di Stilista di Moda all’Istituto di Moda Burgo.

Il percorso formativo della designer è stato molto dinamico… come afferma lei “non mi sono mai fermata, né con il lavoro e né con gli studi, ho proseguito verso il costume e la scenografia, diventando Scenografo Cinematografico ed Audiovisivo all’Engim San Paolo ed infine gli ultimi studi da Scenografo e Arredatore all’A.S.C. di Cinecittà Studios” …

Conosciamo insieme Valentina…

Come è nata la tua passione per la moda… “Io credo che prima della passione sia il gusto a nascere. Quando sei piccolo e cominci a scegliere cosa vuoi indossare è quello il vero momento in cui “parte tutto”. C’è chi sceglie e chi fa scegliere, ed io ho sempre scelto per me. Dai complimenti che ho ricevuto negli anni, potrei quasi dire di non aver sbagliato il settore dove ho deciso di giocare la mia vita. Come si suole dire “l’abito il più delle volte fa il monaco” … questo è il mondo in cui voglio stare, quello della creatività, e della meraviglia. Non credo che potrei mai riuscire a viverne senza. Ad ogni modo risalendo al principio della passione, si ritorna all’infanzia e ai giochi…la Barbie ne è l’emblema indiscusso.”

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Raccontaci l’inizio della tua carriera… “Ho iniziato a creare, dipingere e cucire da piccola ispirandomi ai vestiti per la Barbie. Da quel momento è passato del tempo e tra l’università e la scuola di moda, sentivo che la voglia e la passione verso la creatività aumentava e il “solo” frequentare corsi non mi bastava. Così, ho iniziato con i primi mercatini a Roma, penso fosse il 2008… il primo mercatino a cui ho partecipato è stato il Vintage Market al Circolo degli Artisti, non avevo ancora molte cose da esporre e soprattutto nemmeno molta esperienza… fu così che mi buttai a capofitto nel progetto. In quel periodo facevo la cameriera per mantenermi gli studi… e il mondo dei mercatini è diventato un vero e proprio lavoro non più un semplice hobby, anche se continuavo a lavorare e studiare contemporaneamente. Insieme ad altri artigiani ho preso degli spazi pop-up a Roma, e in Italia in generale, o collaborazioni con dei negozi, ho fatto mercatini all’estero, fiere e ho avviato la vendita online.”

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Cosa vuoi comunicare tramite le tue creazioni? “La cosa più importante che voglio comunicare è che possedere un pezzo della mia collezione Rebirth’s Freak Rainbow® significa aver comprato una creazione unica al mondo, non industriale. Mi piace proprio sentire e far percepire l’artigianalità di ogni oggetto che creo… ad esempio, una semplice macchia in più del mio pennello, mentre dipingo su una t-shirt, la rende già non uguale a tutte le altre. Realizzare una creazione è un processo anch’esso unico, che si muove come una sorta di trasgressione verso il mondo contemporaneo, sempre incentrato sul consumismo. Inoltre, girando per Roma, mi è capitato di vedere “camminare” le mie t-shirts, (dico proprio così è un vederle proprio muoversi) o di notarle in foto sui social indossate da persone che non conoscevo e dagli amici, che mi girano le foto… devo ammetterlo è una sensazione particolarissima. Mi ricordo questo evento, ero in Puglia, un ragazzo vedendo le mie t-shirts mi disse di possederne una… è stato in quel momento che ho iniziato a pensare davvero che il mio brand potesse funzionare davvero perché quel ragazzo aveva scelto non solo un prodotto mio, ma un prodotto unico e artigianale.”

We are having a baby girl! (13)Chi sceglie il tuo brand? “Il target che mi segue ha generalmente la mia età (meglio non dirla) … diciamo che sono giovani dai 18 e i 40 anni, ma anche di più. Stando a stretto contatto con il pubblico, hanno acquistato da me davvero tutte le età, generi, donne in gravidanza, signore anziane, adolescenti.”

Parlaci della selezione dei materiali… “Per quanto concerne le t-shirts, prediligo materiali naturali, come il cotone ad esempio, elemento essenziale su cui dipingere… non tutti i materiali sono adatti, così come non tutti i colori si possono usare. Quindi con dei colori e un semplice pennello, faccio una delle cose che fai da quando sei piccolo, disegnare e divertirti. Per i gioielli utilizzo delle basi come il rame, l’ottone o l’alluminio, ma anche altri materiali. Ad esempio nella mia ultima collezione la “Coachella Art Collection” ho utilizzato elementi provenienti dal mare. Diciamo che se posso, così come quando ho iniziato, cerco di utilizzare materiali di riciclo, ma questo dipende molto da ciò che si decide poi di realizzare.”

Quali sono le principali sfide e difficoltà che una fashion designer come te deve affrontare quotidianamente? “Sicuramente avere un budget di partenza alto, può aiutare per investire, e crescere. Io faccio tutto da me, ma mi rendo pienamente conto che il tempo non è mai abbastanza poiché bisogna essere in grado – da soli – di ricoprire tutti i ruoli. È vero che ad oggi la mia impresa ha dimensioni ridottissime, ma è complicato svolgere e condensare tutte le funzioni! Altra vera e grande complessità riguarda gli investitori che sono molto difficili da conoscere… Tra le altre complessità individuo anche quella di riuscire a sensibilizzare e formare le persone, i clienti all’artigianalità, fargli comprendere il lavoro che c’è dietro ogni creazione. Non tutti sono coscienti di cosa sia il “lavoro artigiano” e lo confondono con facilità. La sfida più grande è però quella di riuscire a rimanere sempre sul pezzo, e aggiornarsi e soprattutto produrre sempre idee nuove…”

Ogni tuo pezzo è pensato, voluto e realizzato con minuzia e dedizione. a quale linea/prodotto sei più legata? “Alle t-shirts, sono un elemento indispensabile nella vita delle persone. Non hanno genere, ne età e sono sempre in continua evoluzione. Inoltre io ho cominciato la mia attività da fashion designer proprio con questo prodotto perché mi permettevano di dipingere, pensarle come delle tele, così come facevano i pittori un tempo, che le mostravano e le vendevano all’esposizioni… Ne ho amate tante di t-shirt, quando ogni volta che ne realizzo una faccio una nuova, mi meraviglio sempre, e poi dico “No, questa spacca!” … così mi autoconvinco da sola anche (magari) il resto del mondo non l’apprezzerà. Io credo che nonostante tutto l’importante è crederci… altrimenti a che cosa esistono a fare i sogni.”

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Progetti per il futuro? “Per ora sono in contatto con qualche negozio ai fini di fornirgli alcune delle mie ultime creazioni per la vendita. Inoltre ho un progetto fotografico in itinere. E poi… ci sono tante idee da sviluppare, ma da qui ad arrivare ad un progetto realizzabile, ci vorrà ancora un po’ più di tempo, magari ne parleremo nella prossima intervista…”

Attualmente dove possiamo trovarti e acquistare le tue creazioni? “Ad oggi i miei lavori sono visibili sui social network, ovvero su Facebook e Instagram (la selezione presente su Facebook è la più aggiornata). Inoltre mi trovare sulle piattaforme di E-commerce di Etsy e Da Wanda… per quanto riguarda un sito tutto mio ci stiamo lavorando, è ancora under construction.”

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42 commenti su “Mai fermarsi. Valentina

    1. Grazie Federica, soprattutto con il termine “particolare”, perchè spero di arrivare ad interpretare con le mie proposte esigenze che ancora non siano state soddisfatte, o almeno avvicinarmici pian piano. 😊

    1. Esattamente, oltre a rappresentare poi anche un elemento che, come dicevo nella risposta a Francesca Romana, unisce non solo tutte l’età, ma anche tutti i generi ed etnie diverse ed ancora, si evolve nel tempo. Quindi sì la riconfermo come pezzo assolutamente cult. 😎 👕

    1. Grazie Myriam, è un omaggio ad Egon Schiele, uno degli artisti della secessione viennese (per chi magari non lo conoscesse 😅), che io adoro da sempre, l’ho realizzato per una sfilata all’Arancera di Roma, un posto magico del centro storico. E nel mio caso ho voluto raccontare alcune cose, una delle quali è il rapporto con il corpo, con il nostro, quello dell’altro e con l’altro. Un’interazione che è sempre in continua evoluzione. 😊

    1. Grazie Camilla, l’unicità di un pezzo è come il nostro dna, che ci distingue. Quindi mentre l’oggetto in sè, come ad esempio una t-shirt, unisce tutti, allo stesso tempo ognuna prosegue la sua strada e la sua vita come quando nasciamo. La creazione dopotutto ha proprio questo senso. 😊

  1. Bellissima la storia di Valentina, decisamente una ragazza determinata ad ottenere ciò che vuole!!

  2. Queste creazioni sono davvero affascinantissime, e ha ragione: le t-shirt sono la vita per molti di noi!

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