Marta Bagnasco

Marta Bagnasco

Marta è una giovane intraprendente che ama emozionarsi e vivere intensamente. È titolare di un blog in cui parla di minimalismo sostenibile, tema che la appassiona particolarmente.

Oggi Marta si presenta e ci racconta la sua storia.

 

Chi è Marta? Ciao a tutte e grazie ancora di cuore a Francesca per avermi proposto questa piccola intervista, per me è un piacere immenso. Mi chiamo Marta Bagnasco, classe 1991 e vengo dal basso Piemonte. Pesci, ascendente in sagittario, luna in sagittario: mi emoziono con poco, sono molto empatica, solare, lunatica, spontanea e sognatrice. Apprezzo particolarmente stare all’aria aperta, in mezzo alla natura e vedere posti nuovi. Amo la semplicità: datemi pizza, divano e serie TV e sarò felice. Sono una “green content creator”: in sostanza, tramite i miei canali social ed il mio blog, parlo di minimalismo sostenibile e di acquisire maggiore consapevolezza a 360°. Faccio del mio meglio per condividere con ironia e trasparenza il mio percorso verso una quotidianità fatta di scelte più sostenibili, errori e scivoloni compresi!

Cosa fai nella vita? Sono laureata in Scienze dell’Esercizio Fisico per il Benessere e la Salute, magistrale di Scienze Motorie e quest’autunno conseguirò un master in Management della Sostenibilità. A livello lavorativo, al momento sono in un periodo che definirei “di transizione”: lavoro part time nel mondo del retail, ma spero di riuscire presto a cambiare per potermi dedicare a un impiego più in linea con i miei valori.  Dall’inizio del 2021 collaboro, come Social Media Manager con TerraLab Onlus, associazione senza scopo di lucro che si occupa di tutela ambientale e di promuovere stili di vita sostenibili.

Cosa significa per te la parola “moda”? Penso che questa parola possa avere diversi significati, ma personalmente l’ho sempre associata quasi ad una forma d’arte, legata quindi alla creatività, al creare con le proprie mani. Non ho mai apprezzato il concetto di “moda” come un qualcosa da imitare e a cui uniformarsi perché dettato dalla società, ma, al contrario, l’ho sempre visto come un mezzo per poter esprimere sé stessa.

 Da quando e da cosa è nata la tua passione per la moda e per la creatività? In linea generale il mondo della moda mi ha sempre affascinata, credo anche perché sono cresciuta nel negozio storico di abbigliamento di mia mamma. Durante gli anni della adolescenza i vestiti e gli accessori sono man mano diventati un modo per iniziare ad affermare la mia identità, il mio stato d’animo (che, in quanto adolescente, era piuttosto travagliato!). Purtroppo, però, con il passare del tempo, ho iniziato a rendermi conto di tutto ciò che rimane dietro le quinte del mondo della moda e dell’industria tessile, come il notevole impatto ambientale e sociale. La creatività in un certo senso ha sempre fatto parte di me, anche se, ancora ad oggi a 31 anni, sto cercando di capire quali siano i mezzi migliori per me per poterla esprimere.

Secondo te quali sono le nuove prospettive del futuro della moda? Penso che la circolarità e l’utilizzo di materie prime naturali e/o di scarto siano la strada da intraprendere per un futuro più sostenibile della moda e che, in un certo senso, dovremmo tornare a vedere i capi di abbigliamento e gli accessori con la mentalità “di una volta”: acquistare meno, ma più di qualità.  In Italia abbiamo delle realtà virtuose in questo senso: ad esempio Rifò, che propone capi interamente prodotti in Italia e con materie prime riciclate, e ID Eight, che per produrre sneakers sostenibili utilizza principalmente materiali derivati da sottoprodotti delle attività agricole o industriali. Sostengo fortemente che ognuna di noi, nel proprio piccolo e con le proprie scelte quotidiane, possa fare la differenza. Ricordiamoci che noi, in quanto consumatrici e consumatori, abbiamo un grande potere: ogni volta che spendiamo i nostri soldi, indirettamente stiamo comunicando un messaggio!

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