Paris Mon Amour

Paris Mon Amour

Erika racconta la sua Parigi…

Ho sempre pensato che Parigi fosse un bellissimo cliché: città romantica per eccellenza, la lingua dell’amore e della moda.

Dopo un breve weekend in città, non vedo l’ora di ritornarci e visitarla con la dovuta attenzione. Sono stata conquistata dai suoi posti da cartolina.

Per gli amanti della storia, dell’arte e della buona cucina, Parigi è perfetta. Ad ogni angolo si trova una scultura, un museo e ristorantini caratteristici.

Devo ancora capire se sia stato più un tour culinario o artistico. Sta di fatto che con le mie amiche ho passato un weekend organizzato all’ultimo minuto nella bellissima capitale francese e, per quanto stancante, ne è valso ogni minuto.

Sabato mattina dopo una buonissima colazione a base di omelette, pain au chocolat e cappuccino, la nostra visita è iniziata con il Museo del Louvre, famoso per la piramide in vetro, la Gioconda e per i grandi capolavori dell’arte antica e moderna. Dopo aver fatto la fila per vedere da vicino l’imperdibile Gioconda, ho trascorso la mattinata a visitare parte del Louvre e vedere le opere che più mi interessavano come La libertà che giuda il popolo di Delacroix, simbolo della Repubblica francese, l’incoronazione di Napoleone e la Venere di Milo. Avrei passato giorni a visitare il Louvre, complice con Sevara, una mia amica amante della pittura, ma il tempo scarseggiava, quindi dopo una mattinata circondata da opere d’arte, abbiamo passeggiato per la città tra Place de la Concorde, Arco di Trionfo, Champs Elysee e la Torre Eiffel, costruita nel 1889 e simbolo di Parigi.

Il luogo migliore per ammirare la Torre Eiffel in tutto il suo splendore, di giorno come di notte, con i suoi spettacoli di luce ad ogni ora a partire dal tramonto, è la terrazza monumentale del Trocadéro o i suoi giardini sottostanti, dove la gente si riunisce per ascoltare musica e fare pic-nic.

È possibile salire in cima alla Torre Eiffel e fermarsi al secondo piano per acquisti o pausa caffè. Per chi soffre un po’ d’altezza come me può spaventare, ma ne vale sicuramente la pena, in quanto offre una meravigliosa vista su tutta Parigi.

La prima giornata si è conclusa con una cena tipica a base di ostriche, champagne e petto d’anatra al ristorante Le Suffren, consigliatoci da un amico parigino, a pochi passi dal centro.

Anche la domenica è iniziata con una colazione ricca di dolci: éclair, macaron e tarte tatin in condivisione con le mie amiche. Ecco, Parigi per me può essere solo da visitare e non da viverci, altrimenti da brava golosa quale sono, andrei ogni giorno in pasticcieria a provare nuovi dolci o pane appena sfornato.

Ricaricate di energie, siamo andate nel posto che desideravo vedere di più in assoluto: Versailles.

Fin da piccola, insieme a mia mamma Maria Antonietta (si, può aver contribuito questo nome) ho sempre avuto una passione per la storia e le vicissitudini legate a Versailles, in particolare al periodo storico dei reali Luigi XVI e Maria Antonietta.

Mi sono sentita come una principessa a gironzolare nel Palazzo di Versailles tra la sala degli specchi, gli appartamenti del re, la galleria delle battaglie, così ricche di dettagli, maestosità e ricchezza.

Dopo ore e ore tra palazzo e giardino, abbiamo deciso di lasciare Versailles e spendere le ultime ore prima di tornare a casa in centro città. Una breve visita alla Cattedrale di Notre Dame in ristrutturazione, un po’ di shopping in Galerie LaFayette e poi relax nel giardino della Torre Eiffel.

Ci sono tanti posti che non ho ancora visto, infatti sto già pianificando il mio prossimo viaggio qui a Parigi, che alla fine, sarà per l’atmosfera o il cibo, ha fatto la sua magia. Che tu vada con la famiglia, amici o con il tuo amore, Parigi è sempre una buona idea.

 

 

 

 

 

 

 

 

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